VESPAIOLO E BACALA’ ALLA VICENTINA, IL MATRIMONIO E’ D’AMORE
di Alfredo Pelle *
Bacalà alla vicentina e Vespaiolo, un matrimonio d’amore. Alla base di quest’affermazione c’è un pensiero semplice ed antico e di grande interesse ai nostri fini: “La cucina mangia la cantina”. Ovvero, ciascuno coi propri piatti beve vini caratteristici del proprio territorio. Questa verità si è costruita nel tempo, quando distanze pur brevi risultavano incredibili per la difficoltà degli spostamenti, e si cercavano quindi i giusti abbinamenti fra tavola e cantina nella stessa zona. Il bacalà alla vicentina è un piatto molto grasso, ricco di olio e latte. Il latte ed il bacalà costituiscono una untuosità naturale nel piatto, che richiama un vino con un’elevata acidità a compensarla. Un vino leggero e delicato non riuscirebbe a raggiungere un equilibrio ed il bacalà, insieme al latte ed all’olio, al palato l’avrebbero vinta. La risposta del territorio è il Vespaiolo: un vino diffuso nel Vicentino che, con la sua giusta acidità, ben si accompagna al bacalà alla vicentina, trovando inoltre completezza nei profumi e nella lunghezza del suo sapore.
Quando, venti anni or sono, si stabilì, fra i canoni della Confraternita del Bacalà, l’esigenza di abbinare questo vino al piatto più rappresentativo della cucina vicentina, la scelta fu fatta con grande intelligenza, perché si celebrarono, de facto le nozze di due innamorati, che erano, già da tempo, amanti, ed in cucina, come nella vita, l’amore è totalizzante...
* gastronomo, membro della Venerabile Confraternita del baccalà alla Vicentina |
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GRANDE ATTESA PER LA PRIMA "NOTTE BIANCA" DI BREGANZE |
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Il 21 giugno la Vespaiolona, "notturna" in bus fra le cantine del Consorzio |
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L'hanno già ribattezzata la notte "Biancorossa": per il bianco del Vespaiolo, per il rosso di Cabernet e Merlot, e per tutte le sfumature dei vini DOC del Consorzio pedemontano. Per sabato 21 giugno Breganze è pronta ad indossare il vestito della festa, quello della Primavera: alle 22 prenderà il via la "Vespaiolona", prima "Notte Bianca dei Vini breganzesi". Dalla tarda serata alle due del mattino gli autobus partiranno da Breganze e percorreranno in lungo e in largo tutto il territorio consortile, la fascia Pedemontana, ed il pubblico potrà visitare, degustandone i prodotti, le aziende riunite nel marchio DOC, nelle loro stesse sedi, aperte fino a mattina per l'occasione. Alle 20, in piazza Mazzini, si ripete la tradizionale cena collettiva del "Ristorante in piazza" (informazioni 0445-869322). Domenica la manifestazione chiuderà con il secondo, spettacolare "Palio delle Botti": dopo la vittoria, l'anno scorso, dell'equipaggio dell'azienda agricola Ca' Biasi di Innocente Dalla Valle, quale sarà la squadra che verrà portata in trionfo questa volta? (Nella foto Alpe, i vincitori del 2007) |
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TRE NUOVI DOC BREGANZE: VESPAIOLO SPUMANTE, MERLOT E TAI |
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Introdotta la tipologia Spumante per il Vespaiolo, nuovi uvaggi per bianco e rosso |
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Il Consorzio DOC di Breganze ha approvato una serie di modifiche al disciplinare di produzione. Alla lista dei Breganze DOC si aggiungono così tre nuove etichette: Vespaiolo Spumante, Breganze Merlot e Breganze Tai. La novità principale riguarda la versione "bollicine" dell’autoctono breganzese: di colore giallo paglierino, un’acidità totale minima del 6 per mille con un perfetto bilanciamento nel residuo zuccherino, la varietà spumantizzata del Vespaiolo, creata già nei primi anni Settanta dalla Cantina Beato Bartolomeo, ottiene oggi il riconoscimento di Denominazione ad Origine Controllata. Breganze Merlot e Breganze Tai costituiscono invece un ammodernamento di Breganze Rosso e Breganze Bianco, che resteranno comunque in produzione. Finora infatti il primo doveva essere prodotto con almeno l’85% di Merlot, il secondo con lo stesso quantitativo di Tocai friulano. Il nuovo regolamento abbassa la soglia al 50%, consentendo l’utilizzo delle altre varietà iscritte (Pinot bianco, Pinot grigio, Vespaiolo, Chardonnay, Sauvignon, per i vitigni a bacca bianca; Pinot nero, Marzemino, Cabernet Sauvignon e Franc, Carmenére per quelli a bacca rossa). Contemporaneamente entreranno in produzione e verranno aggiunti alla lista Doc Tai e Merlot, con un 85% minimo di uve provenienti dai vitigni omonimi. |
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LINO DAINESE AMBASCIATORE DEL TORCOLATO NEL MONDO |
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Il patron della Dainese: «Un calice a tutti i clienti» |
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Qualche settimana prima del grande giornalista Stella, del titolo di Ambasciatore è stato “incoronato” anche un grande imprenditore vicentino: Lino Dainese. Patron della Dainese, multinazionale con sede a Molvena leader nella produzione di abbigliamento sportivo per il motociclismo. Dainese e Stella sono accomunati da una passione preziosa: quella per il dolcissimo ed ambrato vino, che sa di miele e uva passita, specialità dell’area di Breganze, con una produzione annua di poco meno di 300mila bottiglie, il Torcolato. «Ai miei clienti offro sempre un calice di Torcolato», ha spiegato Dainese in occasione della nomina, a dicembre, da parte della Magnifica Fraglia del Torcolato, confraternita cui appartengono, fra intellettuali, autorità ed enogastronomi, tutti i produttori della DOC. Per lo speciale evento è stata creata una selezione di 500 bottiglie di Torcolato dell'Ambasciatore, che l'imprenditore vicentino spedirà nei Dainese Store di tutto il mondo ed utilizzerà quale omaggio per i suoi clienti più prestigiosi.
(foto Stella) |
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MILLE ANNI DI STORIA DELLA VITICOLTURA A BREGANZE |
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Dopo tre anni di ricerche arriva il volume edito da La Serenissima |
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Per primi vennero i romani. Le centuriazioni agricole tracciate dai soldati latini sono ancora oggi riconoscibili in molti punti del panorama delle Pedecolline. Con il loro declino, le colture sui rilievi di Breganze, Fara, Salcedo, Mason e Marostica vennero riprese dai benedettini, conquistate e difese prima dai longobardi che in quelle colline posero le loro rocche e poi dalle signorie degli Ezzelini, dei Da Breganze, dei Poncii, per conoscere infine un nuovo sviluppo a partire dal 1200. Fino a raggiungere, oggi, l’incredibile varietà e quantità di gusti e profumi caratteristici dei vini delle Bregonze e delle primizie della Pedemontana Vicentina. Ma ogni bottiglia di Vespaiolo, ogni calice di Torcolato a ben guardare ha un “antenato” in un’antica radice: in una vite più primitiva, coltivata e selezionata nei secoli da qui all’anno Mille, e anche più indietro. Tutto questo viene raccontato e spiegato con particolari e dettagli storici in “Mille anni di storia della viticoltura e del territorio della zona di Breganze”. Un’opera monumentale, unica nel suo genere, che ha richiesto tre anni di intenso lavoro da parte del Gruppo Ricerca Storica – Breganze. Edizioni “La Serenissima”, 336 pagine a colori più quattro cartografie allegate, prezzo di copertina 25 euro, in vendita nelle 700 più importanti librerie italiane, nelle librerie vicentine e nelle edicole della Pedemontana, oltre che attraverso il sito dell'editore. (foto Alpe) |
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BREGANZE FA MAN BASSA NELLA GUIDA PASSITI D'ITALIA |
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Sette torcolati e quattro passiti nel volume di Cucina&Vini |
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Passito, che passione. La nuova guida di Cucina & Vini, “Passiti d’Italia” è dedicata ai vini prodotti con uve appassite (tipologia di vini specifica del nostro Paese, il cui nome è protetto nell’Unione Europea). I vini passiti italiani vengono suddivisi tra dolci e secchi, il “voto” ad ogni etichetta viene dato in “sfere”. Breganze si piazza al Top della classifica. La selezione della guida conferma infatti che nel territorio consortile delle Bregonze l'arte di fare passiti è nel dna dei vignaioli: 5 sfere (il massimo del punteggio) per Acininobili 2003 e Breganze Doc Rosso Crosara 2004 di Maculan - unica cantina in guida con due 5 sfere - oltre alle 4 sfere e mezza di Dindarello 2006, le 4 sfere di Maculan Madoro 2006 e le 3 sfere e mezza di Cantina Beato Bartolomeo da Breganze Dolce S. Giorgio 2003. Per i torcolati, nello specifico Maculan 2005 ottiene 4 sfere, Miotti 2004 4 sfere, Cà Biasi 2004 ottiene 3 sfere e mezza, Contrà Soarda 2004 3 sfere e mezza, Cantina Beato Bartolomeo da Breganze 2003 3 sfere, Gastaldia 2005 3 sfere, Bastia 2005 due sfere e mezza. (foto Stella) |
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DUEMILA VINI, BREGANZE IN "POLE" |
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Cinque produttori breganzesi nella guida 2008 |
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1792 pagine per la recensione di 1444 Aziende. Oltre 15mila vini degustati, circa 800 finalisti e 309 quelli premiati con i 5 grappoli, il punteggio dell’eccellenza, per 255 aziende. Sono i numeri di “Duemila Vini 2008”, il libro guida ai vini e ai ristoranti d’Italia, con l’indicazione del vino per tutti i giorni e i suoi abbinamenti con il cibo. A dispetto delle dimensioni, il Consorzio Doc di Breganze si piazza nella guida con una nutrita pattuglia di produttori: l’azienda Maculan riceve i 5 grappoli (voto massimo) per Acininobili 2003 e Breganze Doc Rosso Crosara 2005, altri 4 vini della casa breganzese ottengono voto di 4 grappoli e otto ulteriori vini vengono valutati con tre grappoli; l’azienda Firmino Miotti riceve i 4 grappoli per Valletta 2004 e Gruajo, cinque altri vini ottengono 3 grappoli e due ricevono i due grappoli; l’etichetta Tenuta Bastia viene valutata con voto 3 grappoli in ben sei vini; la Vignaioli Contrà Soarda ottiene i 4 grappoli per il suo Vignacorejo 2004, altri tre vini ricevono i tre grappoli e uno ottiene due grappoli; la casa Vigneto Due Santi, infine, ottiene i tre grappoli in ben sei vini e due grappoli per un altro vino. |
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GAMBERO ROSSO: I "TRE BICCHIERI" DI BREGANZE |
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Maculan e Zonta bissano il successo dell'anno scorso |
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Maculan e Vigneto Due Santi si riconfermano tra l’elite dell’enologia italiana, le due cantine della DOC Breganze sono infatti le uniche due rappresentanti vicentine a potersi fregiare dell’ambito riconoscimento della Guida ai Vini d’Italia 2008 edita da Gambero Rosso e Slow Food. Bissano entrambi il successo dell’edizione 2007 Fausto Maculan con il Breganze DOC Cabernet Sauvignon Palazzotto 2005 e Adriano e Stefano Zonta con il Breganze DOC Cabernet Due Santi 2005. La piccola DOC Breganze si riconferma così ancora portabandiera del movimento vitivinicolo vicentino. |
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RINNOVATO IL CDA DELLA “STRADA” |
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Fausto Maculan confermato presidente |
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La Strada del Torcolato ha un nuovo Consiglio d’Amministrazione. Sono stati infatti nominati i nove componenti. Sette i breganzesi: i soci del Consorzio Fausto Maculan dell’azienda agricola Maculan (con la carica di presidente), Franca Miotti dell’azienda Firmino Miotti, Innocente Dalla Valle della Cà Biasi, Girolamo Lievore presidente del Consorzio Tutela Vini DOC Breganze; Elvio Forato ed Enrico Azzolin della C. S. B. B. ed infine il geometra Ausonio Zanazzo, sindaco di Breganze. Fanno parte del CdA, inoltre, l’onorevole Luigino Vascon per conto dell’amministrazione provinciale di Vicenza e l’architetto Nazzareno Leonardi presidente dell’associazione Pedemontana.Vi. (foto Alpe) |
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